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giovedì 13 luglio 2017

OSSERVAZIONI SUL CRITERIO IDENTIFICATIVO “ELO”, RECENTEMENTE IDEATO DAL NASDAQ.

Tempo fa vi parlai della fine che fanno i vostri stop orders sul NYSE (clicca qui). Oggi, invece, vi racconto un’altra storia.
Come forse saprete, il NASDAQ non molte ore fa ha approvato l’introduzione di un nuovo criterio identificativo, valido per alcuni degli ordini ivi immessi, denominato Extended Life Priority Order Attribute.
Più nello specifico l’order attribute consentirà ad alcuni Displayed Orders (ordini visibili sul book) di essere preferiti, in termini di priorità, rispetto agli altri ordini visibili presenti sul book e collocati in corrispondenza del medesimo livello di prezzo. Per godere di tale priorità, l’ ordine dovrà essere identificato con l’ attributo “Extended Life Priority” (ELO), indicativo del fatto che lo stesso non sarà in alcun modo né modificato né cancellato dal trader prima che sia scaduto il termine massimo di permanenza sul book, pari ad almeno1 secondo.
Il NASDAQ ha giustificato l’invenzione asserendo di voler rendere migliorare la qualità del mercato a tutto beneficio dei retail. Siamo proprio sicuri che sia così?
Innanzitutto, merita di essere sottolineato che -ad oggi- solo i "Designated Retail Orders" di tipo displayed sono in grado di utilizzare l’attributo di cui sopra, anche se gli amministratori della piazza di scambio hanno dichiarato che in futuro sarà reso disponibile agli istituzionali. Ma cosa sarebbe un Designated Retail Order? Lo definiamo di seguito facendo uso della descrizione ufficiale presente nel manuale operativo del Nasdaq:
«A “Designated Retail Order” is an agency or riskless principal order that meets the criteria of FINRA Rule 5320.03 and that originates from a natural person and is submitted to Nasdaq by a member that designates it pursuant to this rule, provided that no change is made to the terms of the order with respect to price or side of market and the order does not originate from a trading algorithm or any other computerized methodology. An order from a “natural person” can include orders on behalf of accounts that are held in a corporate legal form --such as an Individual Retirement Account, Corporation, or a Limited Liability Company -- that has been established for the benefit of an individual or group of related family members, provided that the order is submitted by an individual. Members must submit a signed written attestation, in a form prescribed by Nasdaq, that they have implemented policies and procedures that are reasonably designed to ensure that substantially all orders designated by the member as “Designated Retail Orders” comply with these requirements. Orders may be designated on an order-by-order basis, or by designating all orders on a particular order entry port as Designated Retail Orders (“Retail Order”). Please note: If A Nasdaq member uses an algorithm to determine to send an existing Retail Order into the Exchange, such order is a Retail Order and is not deemed to have originated from a trading algorithm strictly as a result of the brokerage firm’s algorithm, provided that the Nasdaq member assures that the Retail Order meets the underlying requirements, including that the routing algorithm does not change the terms of the order with respect to price or side of the market».
Gli ELO orders verranno così identificati: «To implement the retail phase of the Extended Life Priority Attribute, Nasdaq is developing a unique identifier that will be appended to each Order entered by the member. Orders with the Extended Life Priority Attribute may be individually designated with the new identifier or entered through an Order port that has been set to designate, by default, all Orders with the new identifier. Orders marked with the new identifier -- whether on an order-by-order basis or via a designated port -- will be disseminated via Nasdaq’s TotalView ITCH data feed.18 Thus, market participants will be able to identify Designated Retail Orders that have the Extended Life Priority Attribute.»
Da quanto detto sopra emerge che, in cambio del vantaggio in termini di posizionamento dei Designated Retail Orders nella coda, il NASDAQ imporrà ai predetti di rendersi identificabili a mezzo della feature ELO. Ma identificati da chi? Da coloro i quali acquisteranno il data feed proprietario del NASDAQ. Chi compra, normalmente, il data feed proprietario del NASDAQGli HFTs e gli investitori istituzionali. In altri termini, gli ELO orders, quelli immessi dai brokers per conto dei soli retails (almeno per ora) saranno facilmente identificati dagli HFTs Perché è importante soffermarci sul fatto che questi ordini saranno facilmente rilevati dagli HFTs? Perché questa tipologia di operatori brama per conoscere quanto più nel dettaglio la posizione degli ordini in attesa di esecuzione nella più ampia coda (la cui struttura è per definizione dinamica). Conoscere quali siano gli ordini in coda non soggetti a cancellazione o a modifica per almeno un secondo e sapere con certezza che -allo stato attuale e chissà per quanto tempo ancora- questi siano ordini retail, rappresenta un doppio vantaggio informativo di estremo valore per le strategie dei piranha dei mercati. Proprio la possibilità di poter disporre di informazioni di questo tipo è ciò che giustifica i prezzi pagati per l’acquisto dei data feeds proprietari; proprio la possibilità di disporre di questo tipo d’informazioni è ciò che permette di attribuire un valore inestimabile ai data feeds proprietariCon la solita scusa del miglioramento qualitativo dei mercati a tutto beneficio dei retail, in realtà, il NASDAQ ha creato un nuovo marker che rischia di porre i piccoli investitori nella condizione di rivelare -magari inconsapevolmente- la loro identità e le loro intenzioni operative a tutto vantaggio dei più sofisticati operatori di mercato. 
Post scritto ascoltando 

lunedì 10 luglio 2017

BREVI CONSIDERAZIONI SULL' OBBLIGAZIONARIO IN RELAZIONE AL RISCHIO DI VOLATILITA' PT.3

Per la seconda parte, clicca qui.

Continuiamo a mettere insieme qualche semplice pensiero su titoli di stato e volatilità.
Consideriamo 2 BTP con:
·         stessa cedola (in %) – tasso fisso;
·         stessa frequenza della cedola;
·         stesso valore nominale;
·         stessa modalità di rimborso
·         stesso TRES;
·         durate residue differenti.
All’ aumentare dei tassi, il titolo con durata residua superiore tenderà a deprezzarsi maggiormente (e viceversa in caso di riduzione).

Più precisamente:
  •  il rischio di volatilità è maggiore per le obbligazioni che, a parità di tutti gli altri fattori, presentino una vita residua maggiore;
  •  la condizione di cui al punto precedente è conseguenza del fatto che, le obbligazioni con durata residua maggiore presentano tempi più lunghi di maturazione dei flussi di cassa il che determina, nell’ ipotesi di variazione del livello dei tassi d’interesse di mercato, una più elevata oscillazione del valore attualizzato dei flussi più distanti sull’asse temporale. e quindi dei prezzi;
  •  una maggiore oscillazione dei prezzi (propria dei titoli con durata residua maggiore) si traduce in una maggior loro contrazione quando i tassi di mercato salgono (e viceversa nel caso in cui dovessero scendere). 
     Pezzo scritto ascoltando

giovedì 6 luglio 2017

TRADING ON MACRO NEWS E LE CAZZATE CHE VI VENDONO I BROKERS PT. 4

 Per la terza parte, clicca qui.
In base allo studio sin qui più volte citato, il rendimento totale medio con riguardo a tutti i tipi di annuncio macro analizzati, nel corso del minuto seguente la news release, risulta essere pari a 9,40bps per singolo evento.
L’importanza della velocità di esecuzione dell’ ordine può essere illustrata nei seguenti termini:
·         10 millisecondi di ritardo generano una riduzione del rendimento pari a 0,08 bps per evento;
·         300 millisecondi di ritardo generano una riduzione del rendimento pari a 0,81 bps per evento;
·         1 secondo di ritardo genera una riduzione di rendimento pari a 1,62 bps per evento.
Quanto sopra significa che:
·         rispetto ad un’ipotetica esecuzione istantanea, un investitore più lento di 1 secondo perde -in media- il 3.90% di rendimento su base annuale .
Se quanto sopra lo rapportassimo ai rendimenti cumulativi (relativi al trading su tutti gli annunci macro):
·         la perdita generata da un ritardo esecutivo di 300 millisecondi sarebbe pari all’ 8,60%, mentre
·         la perdita generata da un ritardo esecutivo di 1 secondo sarebbe pari al 17,27%.
Va inoltre considerato che i rendimenti complessivi post macro-release crescono ripidamente nei primi 10 secondi immediatamente successivi alla news, il che non rende sorprendente l’attribuzione di un ruolo centrale ai ritardi esecutivi sino a 10 secondi:
·         per 5 secondi di ritardo, la perdita media è di 3,21 bps ad evento;
·         per 10 secondi di ritardo, la perdita media è di 4,17 bps ad evento.
Adesso, proviamo a mettere insieme qualche altro dato.
Per le strategie clock-based la velocità esecutiva è relativamente più importante nei trading days meno volatili. Al contrario, specialmente nel caso di ritardi ≥ a 400 millisecondi, le strategie event-driven soffrono la lentezza operativa con prevalenza nei giorni altamente volatili, il che ci permette di capire perché giornate fortemente volatili siano manna dal cielo per gli HFTs come Virtu Financial (clicca qui).

La velocità esecutiva è inoltre importante:
·         in relazione alle macro-news USA delle ore 16:00 (per l’ Italia);
·         in relazione alle macro-news con high impact sul mercato;
·         in relazione alle macro-news non in linea con il consensus: quanto più consistente è la sorpresa tanto maggiore è l’importanza della velocità, il che non risulta del tutto anormale essendo il movimento del prezzo  determinato dalla e positivamente correlato alla magnitudo della sorpresa;
·         per i traders le cui trading strategies abbiano un discreto success ratio ma non per quelli incapaci di predire correttamente la trade direction. Con un success ratios ≤ al 50%, normalmente, i rendimenti sono negativi e quindi non si pone il problema della velocità. Con succes ratios =  al 60%, 70%, 80%, la riduzione del rendimento della strategia per ritardi di 300 millisecondi o di 1 secondo risulta essere pari, rispettivamente a 0,17 e 0,29 bps, 0,33 e 0,62 bps, 0,50 e 0,96 bps, per singolo evento. Se questi dati abbiano o meno peso economico dipende dall’ investitore.  Per esempio, un operatore che considerasse significante una perdita annuale pari all’1% legata da una trading strategy news-based (corrispondente ad una perdita di 0,41 bps ad evento), scoprirà che questa soglia risulterebbe essere violata:
·          in presenza di ritardi esecutivi  150 millisecondi in caso di success ratio ≥ 90%;
·         in presenza di ritardi esecutivi 300 millisecondi in caso di success ratio dell’ 80%;
·         in presenza di ritardi esecutivi 400 millisecondi in caso di success ratio del 70%.
Alternativamente, un investitore potrebbe guardare al costo-opportunità di disporre di un apparato di esecuzione poco performante. Immaginando di tradare $ 100.000,00 ad evento:
·         in presenza di ritardi esecutivi pari a 300 millisecondi, l’operatore perderebbe:
o   $3,29, $4,76, e $7,70, in caso di success ratios rispettivamente pari al 70-80-90%;
·         in presenza di ritardi esecutivi pari ad 1 secondo, l’operatore perderebbe:

o   $10,02, $13,92 e  $21,73, in caso di success ratios rispettivamente pari al 70-80-90%.

Post scritto ascoltando



giovedì 29 giugno 2017

TRADING ON MACRO NEWS E LE CAZZATE CHE VI VENDONO I BROKERS PT. 3

Per la seconda parte, clicca qui.
Proviamo a raccogliere qualche idea.
Nei post precedenti abbiamo appreso che, in corrispondenza della release di macro news, al picco di attività algoritmica coincida  una minore market quality complessiva (secondo quanto riportato nello studio accademico citato nei post precedenti).
Più nello specifico, un aumento dell' attività algoritmica su tutto il book e nei primissimi livelli comporta un miglioramento del qualità del mercato nei termini di seguito indicati:
    aumento degli spessori bid-ask sul primo livello;
    aumento dei volumi;
    riduzione dei costi di selezione avversa
ed un peggioramento nei termini di seguito indicati:
     riduzione dello spessore dei livelli posti a tot cents di distanza dal primo;
     aumento dei realized spreads (per la definizione clicca sul link di cui sopra) a 5 secondi;
    aumento della realized voltatility (per la definizione clicca sul link di cui sopra) a 60 secondi;
    incremento dei valori assunti dalle bi-power variations (per la definizione clicca sul link di cui sopra) a 60 secondi.
Le principali differenza intercorrono tra le misure dello spread (half spreads, realized spreads a 60 secondi e costi di selezione avversa a 60 secondi) osservabili in caso di incremento del trading algoritmico sull' intero book o solo al suo top. Nel primo caso, la qualità del mercato aumenta (i valori assunti delle variabili citate diminuiscono); nel secondo, la qualità del mercato diminuisce (i valori assunti dalle variabili citate aumentano). I dati dei realized spreads e dei costi di selezione avversa a 60 secondi indicano che la presenza di spreads più ampi, dovuta ad un aumento sia dei fleeting orders in grado di migliorare il bid/ask spread del primo livello sia di quelli che lo migliorano se aggiunti e lo peggiorano se rimossi, sia conseguenza di un aumento delle perdite patite dal takers (in termini di liquidità), laddove l'analisi degli stessi dati a 5 secondi suggerisce che l'aumento degli spreads può essere imputato ad un aumento di quelli realized corrispondenti ai ricavi dei liquidity providers.
Hendershott et al. (2011) and Hasbrouck and Saar (2013) hanno dimostrato che, nel corso dell' intero trading day, un aumento del trading algoritmico tende a migliorare la qualità del mercato con riguardo a numerose variabili attinenti allo spread. Il medesimo effetto è osservabile durante la release delle macro news maggiormente price sensitive, limitatamente alle ipotesi di attività algoritmica estesa a tutto il book. Viceversa, in caso di attività concentrata al top del book, è possibile rilevare un allargamento degli spreads.  Sempre Hasbrouck and Saar (2013) and Brogaard (2012) ritengono che un aumento dell' attività algoritmica di tipo HFT produrrebbe un effetto stabilizzante sulla volatilità intraday (personalmente, alla luce di più recenti studi, dissento). Viceversa, secondo gli autori dello studio preso in considerazione in questa serie di post, nei minuti successivi alla release macro, sia un aumento dell' attività full book che top book5 tenderebbe a coincidere con una maggiore volatilità.
Per ciò che concerne la profondità del book, Hendershott et al. (2011) Hasbrouck and Saar(2013) hanno dimostrato che, nel corso dell' intero trading day, gli aumenti del trading algoritmico risultano associati a profondità minori. In tal senso, anche gli autori del paper da noi preso in considerazione hanno verificato che un aumento del trading algortimico nei 60 secondi successivi la release di macronews tenderebbe a condurre ad una minore profondità del book.
Per ciò che concerne Quoted Half Spreads, Volumi e Volatilità osservati in corrispondenza di un incremento di attività algoritmica dovuta ad una macro release, sussistono differenze quantitative tra le finestre temporali a 60 ed a 300 secondi, spiegabile nei termini seguenti. Operando a mezzo limit orders, gli investitori assumono due tipologie di rischi:
1.      di adverse information events, in grado di innescare esecuzioni non desiderate;
2.      di favorable information events, in grado di impedire un'esecuzione desiderata. 
Detti rischi diminuiscono nel caso in cui i traders siano in grado di aggiornare ordini e prezzi in maniera rapida oppure nel caso in cui essi riescano a qualificarsi come meglio informati. Nella maggior parte di release di macro news, tutti i partecipanti al mercato hanno accesso alla stessa fonte d'informazione; tuttavia, esistono notevoli differenze circa la quantità di tempo di cui necessitano per ottenerla, processarla, prendere posizione sul mercato. Di conseguenza, alcuni traders risultano meglio informati per un breve lasso di tempo. I traders informati meglio e più rapidamente (HFTs, algo traders con direct data feeds), molto probabilmente tenderanno a coincidere con coloro i quali opereranno sul primo livello del book, specialmente durante i periodi di volatilità indotta da macro news.

Notoriamente, gli HFTs con operatività event driven sono coloro i quali riescono ad ottenere e processare  informazioni migliori prima di tutti gli altri partecipanti al mercato. Secondo Foucault et al. (2013) and Martinez and Rosu (2013), a fronte di una precisione informativa costante, un aumento della velocità operativa sui mercati conduce -inevitabilmente- ad una riduzione della liquidità, ad un aumento dei volumi tradati e ad un impatto nullo sulla volatilità (elemento questo controverso nella letteratura scientifica). Infatti, Martinez and Rosu (2013) hanno provato ad osservare la condotta di un HFT a fronte di un flusso informativo costante, interessante un asset il cui valore di mercato fosse oggetto di “ambiguity aversion” (clicca qui). La strategia operativa ottimale dell' HFT dipenderà in larga misura dalla componente non persistente e più volatile dell' dato informativo. Nel modello di Martinze e Rosu, una news macroeconomica può aiutare l' HFT ad interpretare meglio il flusso informativo costante, riducendo l'incertezza del significato da attribuirvi. La maggiore precisione del segnale operativo generato dal news stream incrementerà l' aggressività dell' HFT, la quale genererà un aumento dei volumi (a fronte di una più moderata ambiguity aversion), dell' illiquidità e della volatilità. L' aumento dell' aggressività, dal punto di vista pratico, viene realizzato attraverso l' ultilizzo di marketable limit orders (clicca qui)   (voi che tradate le news secondo i consigli del vostro broker fate invece uso dei limit orders).

Post scritto ascoltando

domenica 28 maggio 2017

TRADING ON MACRO NEWS E LE CAZZATE CHE VI VENDONO I BROKERS PT. 2

Per la prima parte, clicca qui.
In questo post cercheremo di capire le dinamiche della qualità del mercato e del trading algoritmico nell' ambito dell' attività di negozizione on macro news. Vi ricordo che i dati oggetto di questa serie di posts sono riferiti allo strumento finanziario State Street SPDR S&P 500 Exchange Traded Fund (ETF), tradato sul Nasdaq. Si tratta di uno strumento la cui elevata liquidità consente di estendere i risultati delle analisi alle ipotesi di trading on news aventi ad oggetto titoli o strumenti altrettanto liquidi.
L' impatto del trading algoritmico sulla qualità del mercato durante l' arrivo di notizie macro può essere analizzato esaminando tra l'altro:
  • il comportamento degli spreads;
  • la profondità del book di negoziazione;
  • il trading volume;
  • la volatilità realizzata, talvolta detta storica, consistente nel calcolo della deviazione standard dei rendimenti effettivi di una certa attività nell'arco di una data finestra temporale.

A questo punto, qualcuno di voi potrebbe obiettare: «Hai detto che la natura algoritmica del trading condotto in real time difficilmente può essere rilevata, se non utilizzando questa procedura (clicca qui) limitatamente ad alcune strategie degli HFTs : in che modo sarebbe rilevabile dunque l'impatto del trading algoritmico sui mercati?» Come al solito, utilizzando di alcune proxies tra le quali la “message activity totale” (detta anche trading activity) sia le numerose tipologie di “fleeting orders” (i fleeting orders sono quegli ordini inseriti sul book e poi cancellati nell' arco di tempo compreso tra i 50 ed i 100 millisecondi. L' inserimento e la cancellazione degli ordini rappresenta solo una porzione, seppur particolarmente consistente ed in alcuni mercati maggioritaria della message activity complessivamente considerata, nella quale rientrano anche i trades effettivamente eseguiti). Usando l'analisi di regressione, emerge che il trading algoritmico incida, in maniera variabile a seconda della finestra temporale dell' evento e del tipo di algoritmi attivi, sulla qualità del mercato osservata immediatamente dopo la news release

L' attività degli algos, nei primissimi minuti successivi alla release, può estendersi a tutto il book o solo ai primissimi livelli:
  • nel primo caso, gli effetti sulla profondità del book sono eterogenei ma è possibile notare un aumento dei volumi e della volatilità ed una riduzione degli half-spreads;
  • nel secondo caso, half spreads si allargano.
Nei 5 minuti successivi all' evento, un aumento del trading algoritmico (TA) su tutto l'order book non sembra condizionare ulteriormente il trading volume mentre sembra condurre ad una riduzione della volatilità; una maggiore concentrazione dell'attività sui primi livelli, invece, contribuisce ad incrementare sia la volatilità che il trading volume. Il tutto dipende, lo ribadiamo, dal tipo di strategie algoritmiche prevalentemente attive in quel dato momento.
Nei 3 minuti precedenti il rilascio di una macro news rilevante è possibile osservare:
  • una riduzione dello spessore del primo livello del book di riferimento;
  • una riduzione -abbastanza netta- della complessiva profondità del book, tendente a raggiungere -nei 3 minuti seguenti l'annuncio- i livelli pre-release.
Nel corso dell' intero trading day per il quale siano previsti annunci macro è possibile osservare half spreads leggermente più larghi rispetto a quelli osservati nei trading days privi di annunci. L'allargamento si fa consistente nei 3 minuti antecedenti l' annuncio e tende a ridursi nei 3 minuti successivi.
Nel corso dell' intero trading day per il quale siano previsti annunci macro è possibile osservare:

  • realized spreads, una parametro che stima i ricavi dei liquidity providers (quindi anche quelli vostri nel caso in cui proviate a negoziare le macro news a mezzo di limit orders) partendo dall' assunto che questi possano chiudere le rispettive posizioni in “x” secondi, più bassi rispetto a quelli rilevabili nei trading days privi di annunci. Ricordiamo che una riduzione dei realized spreads può anche essere associata ad una riduzione della market power dei market makers.
  • advese selection costs (o price impact), un parametro che stima le perdite dei liquidity providers, più alti rispetto a quelli rilevabili nei trading days privi di annunci;
  • un volume medio, U-shaped con picco in corrispondenza della release, più alto rispetto ai volumi dei giorni privi di macro news rilevanti;
  • una realized volatility ed una bi-power variation, entrambi U-shaped con picchi in corrispondenza della release;
  • un' algorithmic trading activity concentrata sui primissimi livelli del book avente connotazione U- shaped attenuata ma presentante picchi più numerosi e più elevati rispetto rispetto a quelli rilevabili nei trading days privi di macro news particolarmente price sensitive;
  • fleeting orders a 50 ms e somma totale degli ordini decrescenti a partire dai 5 minuti antecedenti la release. Nello specifico, la contrazione maggiore riguarda proprio il totale degli ordini, il che vuol dire che vengono ridotte molte posizioni sul book normalmente prese tramite ordini diversi dai fleeting (ad esempio, da istituzionali non necessariamente operativi tramite tecnologia HFT). 

Post scritto ascoltando


venerdì 26 maggio 2017

L' HARD LANDING DELLO SHADOW BANKING CINESE E' QUESTIONE DI “QUANDO” NON DI “SE” PT. 12

Per l' undicesima parte, clicca qui.
In questo post, vorrei aggiungere qualche considerazione a quelle espresse nei post precedenti.
Con riguardo al sistema economico cinese sappiamo che:
  • le industrie della plastica, del cemento, del ferro, del vetro, sono tutte credit risk receivers;
  • le industrie dei macchinari, dell' alluminio, dell' energia elettrica ed il real estate, sono tutte sorgenti di rischio credito
Più nello specifico, il settore immobiliare e dei macchinari risultano essere quelli destinati a contagiare -in termini di rischio di credito- il più alto numero di settori produttivi. Il real estate potrebbe diffondere il rischio di credito, direttamente, a ben altri quattro settori produttivi ed indirettamente a nove; il settore dei macchinari, direttamente ad altri cinque segmenti industriali. Ad esempio, i rischi creditizi legati al settore immobiliare potrebbero essere trasmessi direttamente al settore della chimica e del ferro i quali, a loro volta, potrebbero trasmetterli al settore del cemento, del carbone, delle costruzioni, dell' IT, della plastica.
I rischi creditizi del settore dei macchinari, invece, potrebbero essere trasmessi direttamente al settore dell' automotive, del cemento, della cantieristica navale, del ferro, del vetro. L' automotive è strettamente connesso al settore chimico, il quale è legato a quello dell' IT, del carbone e del cemento. L' IT è connesso al settore della plastica, il carbone a quello delle costruzioni, le costruzioni al cemento, la cantieristica navale al ferro, il ferro alla plastica ecc.
Consideriamo che un aumento dell' 1% delle probabilità di default nel settore dei macchinari comporta un aumento dello 0,87% e dello 0,63% delle medesime probabilità, rispettivamente nel settore della cantieristica navale ed automobilistico. Il settore immobiliare ha un effetto marginale medio più elevato in termini di incremento delle probabilità di default, rispetto a quello dei macchinari, su tutti i settori ad eccezione proprio dei due appena citati.
https://wallpaperscraft.com
Quanto detto in questa serie di post, dimostra la grande importanza del settore immobiliare cinese per l' intera economia. Un rapido rallentamento del real estate innescherà con ogni probabilità una severa instabilità finanziaria ed economica. Partendo dal presupposto che il rischio sistemico è bidimensionale, ovvero, cross sectional e procyclical, con riguardo alla prima, sono chiare le correlazioni in termini di incremento delle probabilità di default tra i vari settori dell'economia cinese; nel secondo caso, bisogna ricordare che una delle cause della prociclicità del rischio sistemico risiede proprio nella tendenza ad indebitarsi sino al collo in tempi di boom, quando i prezzi del real estate -usato come collaterale- salgono e finire schiantati quando scendono. Non a caso i settori delle costruzioni, del ferro, del carbone, delle autovetture, della chimica, del cemento, dell' energia elettrica, tutti strettamente connessi all' immobiliare, siano stati quelli ad indebitarsi di più negli ultimi anni. Inoltre, i settori del cemento, del vetro, delle costruzioni in genere, del carbone sono strettamente connessi anche agli investimenti in infrastrutture pubbliche; per sostenere il costo del debito fatto per investire in infrastrutture pubbliche, i governi locali vendono ai costruttori grandi lotti di terreno. E' ovvio che qualora dovessero scenderei i prezzi degli immobili, qualora dovesse calare la domanda di immobili, calerebbe anche la domanda di appezzamenti di terreno e quindi gli introiti degli enti pubblici, con la conseguenza che i predetti settori risulteranno esposti ad un doppio rischio di turbolenze finanziarie: uno direttamente proveniente dal settore immobiliare e l'altro associato alle minori entrate degli enti locali ed in definitiva alla minore sostenibilità del debito pubblico locale.

mercoledì 24 maggio 2017

TRADING ON MACRO NEWS E LE CAZZATE CHE VI VENDONO I BROKERS PT. 1

Clicca qui per la serie di post dedicati alla lettura delle news da parte degli algos.
Avete mai sentito parlare di trading on news? Certo che sì. Consiste nel prendere posizione sui mercati in attesa -quindi prima- che escano news macro (normalmente calendarizzate) oppure nel prendere posizione nel momento esatto in cui venga rilasciata, su qualsiasi medium, una qualsiasi notizia reputata price sensitive rispetto ad un qualsiasi asset (per comprendere come questo avvenga, leggi la serie di post linkata sopra).
Molti di voi si saranno imbattuti nella pubblicità dei brokers i quali assoldano presunti analisti tecnici che, nei vari webinars, vi spiegano come fare soldi inserendo un buy limit order ed un sell limit order su di un cross valutario, sull' oro, su di un indice, in modo da sfruttare la volatilità post annuncio macro (gli annunci macro sono una specie del più ampio genere “trading on news”; l'unica particolarità è la previa calendarizzazione dell' evento della release). Il trading on news, in ambito accademico, è altresì conosciuto come trading event-based.
Per poter provare ad intraprendere una discussione seria, mi servirò di un paper accademico-scientifico, già segnalatovi qualche settimana fa sulla bacheca di Facebook, dal titolo “Speed, algorithmic trading, and market quality around macroeconomic news announcements”, scritto da Martin Scholtus, Dick van Dijk, Bart Frijns. Quale sarebbe l' umile intento di questa serie di post? Lo scopo è quello di provare ad allargare gli orizzonti della conoscenza, in modo tale che ognuno di voi possa farsi un' idea sulle reali possibilità di implementare i trading systems -tra i quali quelli del trading on news- venduti/suggeriti dai vari affiliati alla sell side italiana. Nello specifico, questa serie di post nasce dalla lettura di diversi commenti pubblicati sulla mia pagina Facebook da alcuni sedicenti traders, per i quali -cito testualmente- «Basta mettere due ordini per fare profitti certi: uno in vendita ed uno in acquisto. Eseguito l'uno, si cancella l'altro». Poiché queste asserzioni si sentono anche nei webinars venduti da gente che non sapendo tirare su un gain -paga del broker a parte- si cimentano nell' indicare le vie del successo agli altri, ho deciso che fosse il caso di approfondire un po' la questione.
Le rilevazioni quantitative e le valutazioni degli autori del paper riguardano il NASDAQ e più nello specifico l' altamente liquido State Street SPDR S&P 500 Exchange Traded Fund (ETF), negoziato appunto sul medesimo mercato. Tuttavia, quanto riferito con riguardo all' ETF tradato da operatori istituzionali sul NASDAQ può essere esteso -a maggior ragione- al trading fatto tramite brokers dai trader retail. Questi, per definizione privi di DMA o di SA (clicca qui, qui, qui, qui,), in caso di ordini piazzati sul book ed in attesa di essere eseguiti risultano essere totalmente dipendenti dalle latenze proprie degli intermediari, nonché vincolati anche dai limiti degli elaboratori /connessione internet ad essi in uso in caso di market orders inseriti manualmente.

Hasbrouck and Saar (2013) and Scholtus and van Dijk (2012) hanno dimostrato che i traders più veloci riescono a prendere posizione entro 5 millisecondi, calcolati dal momento esatto in cui la notizia giunge al mercato (o meglio nei news feeds) individuato sulla base delle rilevazioni del SIRCA Global News Database; quelli meno veloci riescono invece a prendere posizione in un lasso compreso tra i 50 ed i 150 millisecondi. Sempre Scholtus and van Dijk (2012) hanno poi dimostrato come la trading speed condizioni fortemente l'efficacia delle trading rules componenti il trading system, specie nel caso in cui il trader risulti essere più lento di 200 millisecondi, rispetto all' optimum rappresentato dalla possibilità di eseguire istantaneamente l'ordine di acquisto o di vendita.
Bene. Primo quesito: quando inserisci i limit buy/sell orders, ti sei mai chiesto quanto tempo trascorra tra il raggiungimento del prezzo -da te impostato come trigger- da parte del mercato e l'effettiva esecuzione del tuo ordine? Non l' hai fatto? Credo tu debba chiederlo al tuo broker. Sopra i 150 millisecondi di ritardo probabilmente il tuo trading system inizierà ad imbarcare acqua in uno contesto di news release.
Gli autori, poi, ci dicono alcune cose molto interessanti in relazione alle macro news statunitensi (ma il discorso vale per tutte le macro news). Nello specifico, salvi gli approfondimenti futuri, ci rendono edotti di due aspetti, a dire il vero strettamente correlati. In sede di trading on news è estremante importante la precisione di esecuzione in ragione del fatto che l'aggressività operativa-in termini di maggior presenza di liquidity takers rispetto ai makers-  cresce man mano che ci si avvicina al momento esatto della release, rendendo importante ogni singolo millisecondo di ritardo. In che senso? Nel seno che laddove i takers siano molti ed makers pochi, i primi ad ottenere il matching degli ordini si accaparrerebbero tutta la liquidità presente sui primissimi livelli dei books, lasciando agli altri o un discreto slippage o un ineseguito o un eseguito in fase di pull-back.
La velocità di esecuzione è quindi importantissima, sia in termini economici che statistici, quando si tenta di tradare le news. Avendo come target un succes ratio (vale a dire la percentuale di operazioni in gain sul totale delle operazioni effettuate) pari o superiore al 60% bisogna considerare che, ogni ritardo di esecuzione compreso tra i 10 millisecondi ed il secondo, incide in maniera consistente e negativamente sulla performance. Questo ci fa capire perché molte equity lines vengano costantemente presentate, da sedicenti algo traders on news, non solo in rialzo ma anche con gain pari al tremila e passa %. Sono equity lines da backtesting, che ignorano totalmente cosa accadrebbe ai loro trading systems qualora fossero chiamati a confrontarsi con le reali condizioni di mercato in termini di velocità operativa, liquidità esistente e quindi spessore e profondità dei books. Considerate che la significatività economica della velocità cresce al crescere della capacità del trading system di predire con successo la direzione del trade. I traders in grado di predire la giusta direzione del mercato -successivamente alla news release- in almeno il 70% dei casi, perdono -sempre con riguardo all' ETF oggetto di studio (ma il concetto può essere esteso alle varie asset classes)- tra i 0,33 ed i 0,62 punti base per evento nel caso in cui i loro trades subiscano un ritardo esecutivo compreso tra 300 millisecondi ed 1 secondo, rispetto all' optimum dell' esecuzione istantanea. La perdita annua corrispondente -ad evento- è dello 0,80% in caso di ritardo pari a 300 millisecondi ed all' 1,48% in caso di ritardo di un secondo. Un trader con un success rate del 100% patisce una perdita compresa tra 0,81 ed 1,62 punti base per evento, o compresa tra l' 1,94% ed il 3,90% per anno, ad evento, in caso di ritardi compresi tra 300 millisecondi ed un 1 secondo.
In termini relativi, vale a dire con riguardo al rendimento totale della strategia, le perdite conseguenti a ritardi compresi tra 300 millisecondi ed 1 secondo, per una strategia con un success ratio del 70%, sono pari al 10,85% ed al 20,05%.
I brokers attivi in Italia, con infrastrutture hardware e software pari -in media- all'unghia destra del più scarso degli HFTs americani, invece, vi dicono per bocca dei loro chartisti (non tutti ovviamente) che per tradare le news basterebbe inserire 2 ordini limit ed il gioco sarebbe fatto. Fossi in voi chiederei loro conto dei tempi di esecuzione, posto che un secondo di ritardo arriva a costare, per chi trada sistematicamente le macro news in relazione all' ETF sopra considerato (ma i dati relativi allo strumento in oggetto possono essere considerate proxies di un'intera filosofia operativa) , circa il 20,05% all' anno di rendimento. 

lunedì 22 maggio 2017

UNIVERSO CFD, MERCATO FOREX. IL CASO DEL BROKER FXCM USA PT. 4

Per la terza parte, clicca qui.
In connessione con l' indagine condotta dalla National Futures Association (NFA) sulla FXCM, in data 24.10.2013, lo staff dell' organo di controllo incontrò i dirigenti del broker a Chicago. In risposta ad un quesito formulato dalla NFA circa la relazione intercorrente con l' HFT Co., Niv (clicca qui per capire chi fosse) rispose omettendo tutte le informazioni di dettaglio riportante nei post precedenti. Inoltre, il dirigente mentì affermando di avere soltanto una relazione lavorativa con la HFT Co. e con il suo proprietario, l' HFT, sorta allorquando questo operava quale trader alle dipendenze di altri liquidity providers.
Anche i membri della compliance della FXCM fornirono false informazioni alla NFA. In data 22.10.2013, due giorni prima che la FXCM incontrasse i rappresentati della NFA, un dipendente del dipartimento della compliance dichiarò alla NFA – a mezzo e-mail- quanto segue: « FXCM LLC non ha alcun interesse proprietario diretto o indiretto o rapporti di controllo con le entità fornenti liquidità ai clienti retail». Visto, tra le altre cose, l' interesse della FXCM nell' HFT Co., l' asserzione di cui sopra poteva essere considerata falsa. Dopo che la NFA cercò di ottenere chiarimenti in ordine all' affermazione prodotta dalla FXCM via e-mail, chiedendo al broker di «Fornire prove di quanto riferito in relazione ai proprietari, associated persons, impiegati e controllate della FXCM», un altro addetto alla compliance aggravò, in data 24.03.2014, le precedenti falsità inviando alla NFA una mail nella quale dichiarava: «Per quanto di mia conoscenza, non esistono attualmente né sono esistiti in passato proprietari, associated persons o impiegati di controllate aventi interessi proprietari o relazioni societarie con le entità fornenti liquidità ai clienti retail sul nostro No Dealing Desk Model». Quanto affermato non era vero, in quanto l'addetto alla compliance sapeva che l' HFT, in precedenza dipendente della FXCM, fosse il titolare del 100% delle quote della HFT Co., la quale era il liquidity provider primario con riguardo ai clienti retail della piattaforma No Dealing Desk.
In data 04.04.2014, in risposta ad ulteriori tentativi esperiti dalla NAF al fine di chiarire gli aspetti della relazione intercorrente tra la FXCM e l' HFT Co., un dipendente della FXCM affermava in una mail: «L' HFT ha collaborato in qualità di consulente per la FXCM dall' Ottobre del 2009 all' Aprile  del 2010. L' HFT lavorò principalmente nell' ambito del software coding». Ancora una volta, un responsabile del dipartimento della compliance rese false dichiarazioni alla NFA. L' HFT, infatti, non era un semplice consulente della FXCM ma un dirigente della stessa con un contratto di lavoro subordinato e, alla luce dell'indagine condotta dalla NFA sui rapporti intercorrenti tra la FXCM e l' HFT Co., era da considerare assolutamente ingannevole il tentativo di rappresentare il lavoro svolto dall' HFT presso FXCM, vale a dire la creazione di algoritmi utilizzati poi dalla HFT Co. per tradare contro i clienti della FXCM d'intesa con questa, quale mera attività di software coding.  
Vi ricordo che, in virtù di tali condotte, la CFTC ha sanzionato la FXCM imponendo -tra le altre cose- il pagamento di una multa di 7 milioni di dollari ed il divieto di accettare nuovi clienti per sempre. 
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