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giovedì 21 settembre 2017

SU JAMIE DIMON, BITCOIN, FRODI E BOLLE PT.4

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  • Prima che i media iniziassero a parlare, nell' Aprile del 2012, delle operazioni sino ad ora analizzate la JPM fornì anche al suo regolatore primario, vale a dire l' Office of the Comptroller of the Currency (OCC), pochissime informazioni sul SCP corstruito e gestito dal CIO, nonostante l'asserita grande importanza del SCP nel compensare i rischi creditizi della banca, la rapida crescita della sua dimensione tra il 2011 ed il 2012 ed i crescenti rischi legati ai derivati creditizi di cui era composto. Più nello specifico la banca, nei rapporti documentali intrattenuti con l' OCC, omise -sino al 27 Gennaio 2012- di far esplicitamente riferimento all' esistenza del SCP. Non essendo stato reso edotto dei rischi associati al SCP, l' OCC non svolse -anteriormente al 2012- alcun tipo di verifica sul portafoglio . Tuttavia, la responsabilità della mancanta conoscenza dei fatti da parte dell' OCC può riternersi attribuibile sia a questo che alla banca, la quale si mostrò reticente in alcune occasioni mentre in altre fornì al primo informazioni del tutto errate, laddove l' OCC mancò totalmente rilevare i rischi connessi al SCP.
  • Nel corso del 2012, ad esempio, il nozionale del SCP più che decuplicò, passando da 4 miliardi a 51 miliardi di dollari, ma la banca non informò mai l' OCC di tale variazione. Allo stesso tempo, l' OCC, pur avendo la banca depositato i vari risk reports nei quali evidenziava come, nella prima metà del 2011, il CIO avesse ripetutamente violato le soglie degli stress limits, superandole per ben 8 volte, in alcuni casi persistendo nella violazione per intere settimanae, non aprì sul punto alcuna istruttoria.
  • Sul finire del 2011 il CIO, come detto nei post precedenti, puntò circa 1 miliardo di dollari su derivati creditizi ad alto rischio, i quali generarono un payout di circa 400 milioni di dollari. L' OCC, pur avendo appreso del conseguimento di questo gain, non approfondì né circa la trading activity restrostante, né sulla dimensione delle operazioni su derivati creditizi in atto presso il CIO.
  • A Gennaio 2012, nel primo incontro trimestrale con l' OCC, il CIO minimizzò l'importanza del SCP disinformando l'organo di controllo, asserendo che fosse in programma una sua riduzione. Al contrario, nel corso dello stesso trimestre, il CIO triplicò la size del nozionale del SCP, portandolo da 51 milioni di dollari a 157, per effetto di una serie di long e short trades aventi ad oggetto rischiosi derivati creditizi con scadenze differenti. L'incremeto della size e del rischio del SCP, determinò una violazione dei limiti del VaR sia del CIO che della banca nel suo insieme, dichiarata al CCO nei risk reports dell' epoca, ai quali non seguì alcuna indagine da parte dell' agenzia. Anche a Gennaio, la banca notificò all' OCC l' implementazione di un nuovo VaR model per il CIO il quale avrebbe ridotto drasticamente il risk profile del SCP; tuttavia, l' OCC, anche in questo caso, non pose alla banca alcun quesito circa le ragioni del cambio di modello, del suo impatto sul rischio o su come il CIO fosse in grado di ridurre, overnight, il rischio del 50%.
  • A Febbraio ed a Marzo, la banca iniziò ad omettere i dati-chiave sulla performance del CIO nei reports inviati -tra l'altro oltre i limiti temporali prescritti- all' OCC. Questo, a sua volta, non si accorse della condotta omissiva della banca sino al 6 Aprile dello stesso anno: riducedo la qualità e la quantià dei dati forniti all' OCC con riguardo al CIO ed al SCP, la banca disinformò di fatto l'organo di controllo sui rischi assunti in relazione al SCP e sulle crescenti perdite da questo totalizzate.
  • Da Gennaio sino ad Aprile 2012, le acquisizioni ad alto rischio condotte dal SCP generarono numerose violazioni delle soglie-limite del CIO tra le quali quelle del VaR, del credit spread, dello stress loss e dello stop loss. Le violazioni consumate in detto lasso temporale furono riportate nei risk reports notificati dalla banca all' OCC senza che ciò generasse reazioni da parte dell' agenzia, la quale né lesse i documenti né analizzò i dati comunicati né aprì alcuna istruttoria formale.
  • In data 6 Aprile 2012, dopo che i media smascherano il ruolo della JPMorgan Chase, l' OCC riferì ad una commissione d'inchiesta statunitente di essere stata colta di sorpresa leggendo gli articoli di stampa. Avviata una rapida istruttoria, l' OCC ricevette vaghe rassicurazioni dalla banca e dichiarò chiuso il caso a fine Aprile.
  • In realtà, l' OCC venne a conoscenza della dimensione dei problemi del CIO con riguardo al SCP solo a Maggio 2012, pochi giorni prima che la banca fosse costretta a rivelare -nella documentazione depositata presso la SEC- la perdita di 2 miliardi di dollari del SCP. In un primo momento, l' OCC dichiarò che l'operatività della JPMorgan fosse da considerarsi comunque lecita alla luce del draft della Volcker Rule, asserzione poi bollata dalla stessa agenzia come «prematura». Thomas Curry, nuovo OCC incaricato di indagare su JPMorgan, riferì di aver incontrato difficoltà nell'ottenere informazioni dalla banca, la quale si mostrò reticente, ritardando anche l'inoltro delle rispote dovute all' OCC e talvolta dedita a fornire informazioni false. Ad esempio, quando l' OCC chiese se il CIO avesse erroneamente determinato i valori del SCP il Chief Risk Officer della banca, inizialmente negò l' accaduto per poi comunicare col molto ritardo che il personale del CIO avesse deliberatamente sottostimato le perdite del SCP.
  • In data 14 Gennaio 2013, l' OCC emise un “Cease and Desist” order contro la banca, avviando al contempo un' indagine interna sulla fallita vigilanza nei confronti della JPM e sull' impropria autorizzazione a fornire dati aggregati di portafoglio, circostanza questa che di fatto oscurò il coinvolgimento del CIO nel trading in derivati creditizi.

Il caso JPM, di cui continueremo a parlare nei prossimi post, dimostra quanto possa essere difficile per i regolatori sorvegliare le attività delle banche ed i rischi a queste connesse, laddove gli intermediari omettano di fornire i dati inerenti all' operatività condotta su derivati o altri strumenti finanziari. La banca american ha infatti eluso la sorveglianza dell' OCC sino a quando le crescenti perdite non furono denunciate dagli organi di informazione. 

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