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martedì 9 agosto 2016

DARK SIDE DEL FALLIMENTO DELLA LEHMAN BROTHERS PT.8



Per la settima parte, clicca qui.
Come abbiamo visto nei posts precedenti, al fine di poter stabilire il livello di trading informato condotto nel periodo immediatamente antecedente l'annuncio della bancarotta della Lehman, è necessario condurre un'analisi multidimensionale della liquidità e dello stesso trading informato, utilizzando due metodologie sviluppate (tra gli altri anche da Thomas Gehrig e Marlene Haas) ed impieganti dati settati al millisecondo:
  • price based, avente come parametro di riferimento il bid/ask spread;
  • volume based, avente come parametro di riferimento il numero di trades/day ed il totale delle azioni scambiate/daily con differenziazione della size in small (< 500 azioni) e large ( > 500 azioni).
Nel far uso del primo modello, l'obiettivo principale è quello di determinare la quota di bid/ask spread legata al rischio di selezione avversa, quota che sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà la percezione del market maker di trovarsi dinanzi a flussi tossici di trading informato.
Nel far uso del secondo modello, incentrato sulla “probabilità di trading informato sincronizzata in base al volume” (VPIN), si cerca di determinare se un order flow sia tossico o meno per un market makers; lo sarà ove questi dovessero essere inconsapevoli del fatto di fornire liquidità a perdere. Poiché il processo dell' ordine di arrivo dei trades (o meglio degli ordini) presso un market maker è informativo tanto con riguardo ai successivi movimenti dei prezzi quanto alla tossicità dello stesso order flow, facendo uso del VPIN espresso in termini di volume imbalance, trade intesity e valutato nella sua deviazione standard quotidiana (indicativa di un'avversione al rischio connessa con maggiore probabilità alla presenza di trading informato), gli studiosi provano a stabilire la tossicità e l'informatività del flow.
Ricapitolando, i dati -intraday- considerati-settati su base temporale millesimale- sono i seguenti:
  • prezzi di esecuzione ordine;
  • bid/ask prices;
  • volumi;
  • trade size.
Le osservazioni sui datasets citati sono state condotte sia sulla Lehman sia sulle 8 banche più importanti, all'epoca, negli USA:
  • 4 commerciali (Bank of America Corporation; Citigroup Inc.; JP Morgan Chase & Co.; Wells Fargo & Company);
  • 4 d'investimento (Goldman Sachs Group, Inc.; Lehman Brothers Holding Inc.; Merrill Lynch & Co., Inc.; Morgan Stanley).
Quindi, l'analisi di queste statistiche descrittive -rettificate dall'uso di variabili in grado di cogliere meglio le diversità degli operatoti costituenti il campione di riferimento- risulta utile al fine di stimare le differenze interessanti i livelli di liquidità e di trading informato riconducibili alla Lehman ed al resto delle banche.
Subito dopo l'annuncio -da parte della Lehman- della perdita fatale, avvenuto in data 10 Settembre 2008:
  • il numero di trades/day iniziò a decrescere del 4%/day rispetto a prima dell' annuncio. Tale situazione si verificò anche per le altre banche che sperimentarono una riduzione dei trades pari al 20%;
  • la size media per trade ed il volume totale crebbero rapidamente dal 10 Settembre in poi. La size media crebbe del 100% con riguardo al titolo della Lehman ( per le altre, al contrario, si ridusse) ed il volume negoziale totale crebbe del 70% sospinto dall'incremento della quote aventi ad oggetto large trades (> 500 shares). Infatti, l'aumento dei volumi espressi in large trades fu del 77% mentre la riduzione di quelli in small trades (< 500 shares) fu del 13%;
  • a differenza di quanto accaduto al titolo della Lehman, i trading volumes delle altre banche diminuirono sia con riguardo agli small trades (-20%) sia con riguardo ai large ones (-35%). Ciò significa che l'annuncio del 10 Settembre 2008 costituì un forte impulso emotivo per i traders i quali iniziarono ad inserire, con riguardo al titolo della Lehman, meno ordini ma di dimensioni (trade size) molto più ampie rispetto a quanto fatto prima della disclosure della perdita;
  • l'aumento delle trade size ed il feed di bad news fu rilevato e prezzato anche dai liquidity providers. Infatti, subito dopo l'annuncio, gli spreads delle azioni Lehman crebbero dell' 82% mentre quelli delle altre banche diminuirono del 26%.

Sia i costi legati al rischio di selezione avversa sia il VPIN della Lehman reagirono significativamente all'annuncio della perdita. La componente degli spreads legata al rischio di selezione avversa aumentò, in media, del 190% rispetto ai livelli antecedenti l'annuncio. Anche il VPIN aumentò, seppur in maniera non significativa (+45%). Gli spreads ed i volumi delle altre banche non aumentarono, mentre i componenti degli spreads legati al rischio di selezione avversa ed i VPINs diminuirono rispettivamente del 40% e dell' 8%. In tal senso, appare plausibile ipotizzare che l'incremento di probabilità circa la presenza di informed trading o di rischio di selezione avversa fosse confinato alle sole azioni della Lehman.